A TUTTI I CL, RL E OT DELLA LIDAP ONLUS
da parte del Consiglio Direttivo
Care/i
tutte/i,
in
data 23 giugno il Presidente della Lidap,
Le
motivazioni di questa scelta non sono mai state esposte al direttivo e abbiamo
solo potuto, come tutti voi, leggere una successiva comunicazione del 25 giugno
indirizzata ai Collaboratori Locali e Referenti Lidap.
In
questi due anni la maggioranza del Consiglio Direttivo ha sempre sostenuto il
Presidente nelle sue varie proposte tra le quali:
·
lo scioglimento
di fatto dell’Officina COAMA (Counseling e auto-mutuo aiuto) dall’ambito
operativo Lidap
·
lo spostamento
della sede legale a Roma
·
la scelta di
nominativi in seno al direttivo nel cooptare soci non eletti
·
la nomina del
responsabile del sito
·
la creazione del
gruppo Rau
·
la nomina di un
responsabile Lidap per
·
nell’approvazione
a gennaio 2009 delle Linee guida per il Comitato Scientifico oltre altre
proposte.
I
verbali del direttivo parlano chiaro!
All’interno
del direttivo si è sempre sviluppato un dibattito acceso e appassionato, senza
pretese o fini d’altro tipo che non fossero quelle del raggiungimento dei fini
statutari.
I
membri del direttivo possono essere giudicati come ogni altro socio o essere
umano di inadeguatezza, di impreparazione, di scarsa operatività, ma mai di
cattiva fede o disonestà intellettuale; tutti noi sappiamo di potere sbagliare,
ma al nostro interno ci siamo dati sempre una regola condivisa: accettare il
consenso dell’altro ma anche il dissenso. Noi pensiamo che il dissenso è
confronto, crescita, mettersi in discussione sempre e in ogni caso. Il
confronto è la pietra angolare di ogni gruppo e anche il direttivo (che è un
gruppo di soci) lo ha assunto al suo interno come bussola per non perdere l’orientamento.
L’altro
che non concorda non è mai un nemico, un cospiratore o un oppositore; è solo
una persona che ha un’idea diversa. Quando le idee diverse sono la maggioranza
e vengono espresse in assemblea non siamo di fronte a una rivolta o a un
complotto, ma a un atto di democrazia al suo massimo livello e tutti (anche il
Presidente) devono prenderne atto senza recriminazioni di sorta.
Col
convegno di Firenze e con l’assemblea nazionale di Bergamo la situazione ha
subito una svolta perché alla TOTALITÀ del Consiglio Direttivo sono apparse
decisamente criticabili le posizioni che alcuni Consulenti Scientifici
pretendevano assumere sul tema del DAP come “malattia” e la conseguente e unica
strada terapeutica rappresentata dai farmaci, nonché la costituzione di un
Comitato Scientifico da accreditare al Ministero della Sanità incentrato, di
fatto seppur non dichiarato, su questa proposta di “cura” e di “ricerca”.
È accaduto,
dunque, che l’assemblea sovrana dei soci di Bergamo ha bocciato a larga
maggioranza tale proposta che aveva ottenuto il plauso solo da parte di alcuni
soci (tra cui l’ex Presidente): in sintesi, per coloro che hanno espresso il
loro dissenso, votare una simile proposta significava dare sepoltura
all’auto-mutuo aiuto, il principio cardine della Lidap. L’associazione di fatto
avrebbe perso qualsiasi credibilità terapeutica trasformandosi in un semplice
orpello alle cure “vere” della scienza.
Tra
la scienza e i farmaci ha pulsato forte il cuore dei soci che ha bocciato chi
crede più alla chimica e ai laboratori che alla forza interiore di ognuno di
noi.
Siamo
certi che questa “svolta chimica e scientifica” non era intenzionale ma la
difficoltà a discuterne, tra CD e Presidenza, ha reso impossibile il
chiarimento e una eventuale sintesi migliorativa.
Abbiamo notizia che circola una proposta di nuova
realtà associativa i cui contenuti, che finora conosciamo, non privilegiano
l’auto-mutuo aiuto, bensì le posizioni emerse dal convegno di
Firenze e dalla proposta di costituzione di un Comitato Scientifico, bocciata
dall’Assemblea dei soci a Bergamo.
La nascita di tale realtà verrebbe vissuta da Lidap
come legittima espressione di una diversa scelta a cui si augura la
migliore riuscita possibile.
Ricordiamo, d’altra parte, che in passato la Lidap si è trovata
più volte davanti a simili progetti che non vedevano il paziente
come soggetto attivo del proprio cambiamento ma le assemblee dei
soci non hanno mai approvato tali proposte.
Siamo
consapevoli che quello che stiamo esponendo è un punto di vista opinabile e
quindi non pretendiamo di presentarlo come una verità assoluta.
Non
avremmo mai voluto o pensato di dover scrivere questa pagina nella storia della
Lidap, ma dopo gli ultimi accadimenti sentiamo la responsabilità e il dovere di
darvi spunti di riflessione a cui avete diritto per stabilire una comprensione
dei fatti il più obiettiva possibile; se non lo facessimo faremmo torto a quei
principi e valori che abbiamo condiviso col senso di appartenenza alla nostra
associazione che dell’auto aiuto ha fatto la sua bandiera.
Il
Consiglio Direttivo è fatto di persone elette dai soci che conoscete e hanno
una storia personale di sofferenza e di amore per l’associazione.
Nonostante
gli ostacoli, le divergenze, i punti di vista differenti è stato fatto un buon
lavoro di squadra e riconosciamo ad Anna molti meriti di questo lavoro che ha
dato dei risultati sicuramente positivi ma, nonostante la visibilità acquisita
con le varie iniziative, il numero di iscritti è calato.
Confidiamo
nella vostra fiducia che cercheremo di meritare con i fatti, non ci sentiamo
dei persecutori nei confronti di nessuno né vogliamo essere vittime di alcuno: ognuno
è artefice del proprio destino quando si pone come giudice di se stesso e degli
altri.
Noi
non giudichiamo nessuno e andiamo avanti, come sempre, con tutti voi accanto.
Un
abbraccio e un caro saluto.
Roma 8 luglio 2009
Il Consiglio
Direttivo
della Lidap
onlus
(Seby, Maria Teresa, Carla, Giuseppe, Marina, Ninni, Patrizia B., Patrizia P., Vittoria, Viola e i soci uditori Cinzia, Emanuela, Melania, Paola, Patrizia A.)